Centro di aggregazione giovanile

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Da molti anni il percorso educativo e formativo del nostro Centro di Aggregazione prevede che i ragazzi partecipino a un momento settimanale che viene chiamato “Caritativa”, un termine forse un po’ desueto per descrivere un gesto importante e delicato nel cammino che ogni ragazzo percorre. 

Ai ragazzi che frequentano il Centro di Aggregazione viene proposto di partecipare con regolarità (una volta al mese/ alla settimana) a questo gesto della Caritativa, recandosi in un luogo in cui si manifestano con particolare acutezza la realtà di fragilità e di bisogno che è insita nella condizione umana. I ragazzi partecipano in gruppo a questo momento che in questi anni si è svolto perlopiù presso la Casa di Riposo “La Quiete” di Udine, e sono accompagnati sempre dai nostri educatori. Non si tratta di un generico gesto di generosità, che di per sé è sempre apprezzabile, ma di un gesto che aiuta i ragazzi e gli adulti a cogliere la realtà della loro vita e al tempo stesso a cogliere la ricchezza e la potenzialità di compiere quel gesto assieme ai loro coetanei e agli educatori, traendone anche gli insegnamenti e le criticità che questo confronto con la realtà comporta. 

Da molti anni dunque questo momento semplice ed informale veniva fatto presso la Quiete di Udine, la più importante casa di riposo cittadina, la storica istituzione sorta quasi due secoli fa, e amministrata dal Comune.  L’Amministrazione della Quiete sostiene e favorisce le organizzazioni che collaborano nelle attività assistenziali che vengono svolte all’interno della struttura, in particolare per le importanti attività di socializzazione e di animazione rivolte agli ospiti; per gestire i rapporti fra la Casa di Riposo e le Associazioni a suo tempo venne approvata una convenzione-tipo nella quale sono stabilite le modalità pratiche con cui vengono svolte le attività dei volontari, le coperture assicurative, le necessarie attività di coordinamento, i richiami al rispetto delle norme sulla privacy e di comportamento, così come sostegni di carattere economico. 

In tale contesto vi erano stati ripetuti contatti fra i nostri educatori e gli uffici della Quiete: non passava inosservata infatti la presenza dei nostri ragazzi nei reparti della Casa e quindi ci è stato richiesto di sottoscrivere la convenzione al pari delle altre Associazioni che operano all’interno della struttura. 

L’esame della convenzione ha però fatto emergere alcune difficoltà: la nostra situazione infatti non rientra nella tipologia tipica delle Associazioni che organizzano i propri volontari per operare all’interno della struttura assistenziale! I nostri ragazzi, oltre tutto per la maggior parte minorenni, non sono soci del Pellicano, pur partecipando alle attività promosse e al programma formativo… 

Non si tratta di una differenza di poco conto in termini di adempimenti burocratici e responsabilità e il timore era che, appesantendo questi aspetti, sorgessero delle obiezioni da parte delle famiglie dei ragazzi. È iniziato quindi un positivo e fattivo confronto con la Amministrazione della Quiete, confronto che si è concluso con un colloquio con il Consiglio di Amministrazione nel corso del quale sono stati presentati da entrambe le parti i rispettivi punti di vista. 

La conclusione di questo confronto ha portato alla stesura di una nuova convenzione, che ha tenuto conto della particolare situazione in cui il Pellicano opera: sono stati infatti modificati vari articoli proprio per adattarli alla situazione del percorso formativo dei ragazzi. Da parte del Pellicano ovviamente sono state confermate le necessarie coperture assicurative per gli educatori e i ragazzi, e la garanzia in merito alle norme di comportamento e di tutela della privacy che la realtà attuale ormai esige. 

La convenzione, con le modifiche concordate, è già stata approvata e sottoscritta, in tempo per l’avvio del nuovo anno di attività del gruppo dei ragazzi delle scuole superiori.

Quello che immaginavamo un “percorso ad ostacoli” nel mondo della burocrazia in realtà si è rivelato una seria riflessione su questioni importanti, quali il ruolo del volontariato, le responsabilità degli educatori nei confronti dei ragazzi minorenni, le responsabilità in capo alle strutture assistenziali per anziani, sia nei confronti degli anziani stessi che verso i parenti. È stata anche l’occasione per far conoscere la nostra realtà, il lavoro educativo che stiamo facendo, le opportunità di coinvolgimento con la struttura della Quiete, attenta a sostenere chi in qualche modo, opera per l’aiuto ai propri ospiti. Insomma l’inizio di un cammino di collaborazione che riteniamo importante e da coltivare e continuare nel tempo. 

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